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La storia di Robe di Kappa

Se oggi camminiamo per strada, prendiamo la metro o un bus, tra i tanti eccentrici personaggi che possiamo incontrare di sicuro non noteremo il ragazzo, appena uscito dall’università, con jeans e t-shirt. Strano, eppure indossa un completo così rivoluzionario. Esatto, rivoluzionario. L’abbigliamento casual, a differenza di quanto si possa pensare, prima degli anni ’60 non esisteva. Pantaloni, camicia e cappotto, questi erano i giusti accessori che più si addicevano ad un uomo rispettabile. In Italia però si sa, abbiamo sempre avuto uno spiccato gusto nel vestire, e soprattutto nell’innovare. Il 1968 è un anno importantissimo, in tutto il mondo. I movimenti studenteschi e le idee che si respirano nell’aria portano in ogni città una sensazione di novità. Nello stesso anno un giovane John Lennon si presenta ad un’intervista indossando una camicia militare di un reduce del Vietnam e ad assisterlo davanti al teleschermo c’è Maurizio Vitale, amministratore delegato in erba del Maglificio Calzificio Torinese. Il ragazzo percepisce subito il forte cambiamento che sta per stravolgere la vita di tutti, nel sociale, nella politica ma anche l’abbigliamento. Ispirandosi al look della prima voce dei Beatles recupera delle magliette di Kappa (marchio al tempo dedicato all’intimo) rimaste invendute che aveva in magazzino, le tinge di verde e ci applica stemmi e toppe militari. L’idea innovativa cavalca l’onda rivoluzionaria di quegli anni diventando uno dei maggior brand del Belpaese. Lo stemma, anch’esso di ispirazione sessantottina, mette schiena contro schiena un ragazzo e una ragazza, ispirandosi alle molte manifestazioni del momento. Un aneddoto ci racconta l’origine del nome, durante una riunione col presidente del maglificio, Lattes, questi domanda a Vitale: “E come le chiamiamo queste robe qui?”. E Vitale risponde: “Robe? Allora chiamiamole Robe di Kappa, dottore“.

John Lenno ispirazione di Robe di Kappa